Il Dio del cielo farà sorgere un regno

di Giuseppe Guarino

Matteo 3:1 : “Or in quei giorni venne Giovanni Battista, che predicava nel deserto della Giudea, e diceva: «Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino!»

Cos’è questo “regno dei cieli” predicato da Giovanni Battista?

Egli lo annuncia al popolo di Israele come se questi sapessero di cosa egli stesse parlando. Ed era così In realtà. Nella vibrante attesa messianica di quel periodo, c’era una profonda conoscenza delle Scritture. E la frase “regno dei cieli” che troviamo nei Vangeli, è un riferimento specifico ad una importante profezia biblica.

Nel VI secolo a.C. il famoso re babilonese Nabucodonosor fece un sogno che nessuno riuscì a ricordargli ed interpretare se non Daniele, giovane ebreo da lui condotto prigioniero in Babilonia poco tempo prima. Nel sogno, spiegò il profeta, Dio aveva fatto vedere al re i quattro regni si sarebbero succeduti nella storia dell’umanità fino all’avvento del regno di Dio. Il quarto ed ultimo di questi regni era in maniera evidente quello di Roma e gli ebrei che conoscevano le Scritture – così come i cristiani dei primi secoli – ne erano perfettamente coscienti. Il regno seguente, il regno di Dio, era quindi ormai prossimo a manifestarsi.

Daniele 2:40-44: “poi vi sarà un quarto regno, forte come il ferro; poiché, come il ferro spezza e abbatte ogni cosa, così, pari al ferro che tutto frantuma, esso spezzerà ogni cosa. Come i piedi e le dita, in parte d’argilla da vasaio e in parte di ferro, che tu hai visto, così sarà diviso quel regno; ma vi sarà in esso qualcosa della consistenza del ferro, poiché tu hai visto il ferro mescolato con la fragile argilla. Come le dita dei piedi erano in parte di ferro e in parte d’argilla, così quel regno sarà in parte forte e in parte fragile. Hai visto il ferro mescolato con la molle argilla, perché quelli si mescoleranno mediante matrimonio, ma non si uniranno l’uno all’altro, così come il ferro non si amalgama con l’argilla. Al tempo di questi re, il Dio del cielo farà sorgere un regno, che non sarà mai distrutto e che non cadrà sotto il dominio d’un altro popolo. Spezzerà e annienterà tutti quei regni, ma esso durerà per sempre…

Anche Gesù annunciò il regno, secondo le Scritture:

Matteo 4:17: “Da quel tempo Gesù cominciò a predicare e a dire: «Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino!».

Eppure nulla accadde. L’attesa messianica dei giudei venne disillusa. Gesù fu ucciso e resuscitò il terzo giorno ed il mandato affidato alla Chiesa non fu più quello di annunciare il “regno dei cieli” ma di testimoniare di Lui:

Matteo 28:18-20: “Poi Gesù si avvicinò e parlò loro dicendo: «Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra. Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente. Amen».”

Alla sua ascensione Gesù lasciò un incarico ai suoi discepoli.

Atti 1:6-8: “Così quelli che erano riuniti assieme lo interrogarono, dicendo: «Signore, è in questo tempo che ristabilirai il regno a Israele?». Ma egli disse loro: «Non sta a voi di sapere i tempi e i momenti adatti, che il Padre ha stabilito di sua propria autorità. Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, in Samaria e fino all’estremità della terra».”

Ecco, il mandato adesso non riguardava più l’annuncio dell’arrivo del regno messianico, ma la testimonianza di Gesù, della Sua Persona e della Sua opera di salvezza ad ogni uomo.

Nella Chiesa nacque la consapevolezza che l’avvento del regno di Dio era stato in un qualche modo posticipato.

2 Pietro 3:9: “Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come alcuni credono che egli faccia, ma è paziente verso di noi non volendo che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento.

Paolo spiega alla chiesa di Tessalonica, ed a tutta la Chiesa, che non ci dobbiamo fare ingannare, vi sono degli eventi ben precisi che dovranno aver luogo prima che il Signore Gesù ritorni per adempiere le promesse messianiche.

2 Tessalonicesi 2:1-4: “Or vi preghiamo, fratelli, riguardo alla venuta del Signor nostro Gesù Cristo e al nostro adunamento con lui, di non lasciarvi subito sconvolgere nella mente né turbare o da spirito, o da parola, o da qualche epistola come se venisse da parte nostra, quasi che il giorno di Cristo sia già venuto. Nessuno v’inganni in alcuna maniera, perché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l’apostasia e prima che sia manifestato l’uomo del peccato, il figlio della perdizione, l’avversario, colui che s’innalza sopra tutto ciò che è chiamato dio o oggetto di adorazione, tanto da porsi a sedere nel tempio di Dio come Dio, mettendo in mostra se stesso e proclamando di essere Dio.

Con questa consapevolezza, la Chiesa primitiva, anche alla luce di  Daniele capitolo 2, pregava per l’unità dell’impero romano, affinché la profezia del “ferro che si mescolava all’argilla” non si verificasse, comparisse l’anticristo e quindi arrivasse la fine.

Inutile dirlo, oggi viviamo purtroppo veramente negli ultimi tempi. Come credo di aver già detto altrove, quelle profezie bibliche che da piccolo studiavo, oggi le vedo avverarsi davanti ai miei occhi. Quel ferro ed argilla che non possono mescolarsi rimandano troppo da vicino alla comunità europea nella quale viviamo, dove dei governanti hanno iniziato e continuano ad imporre con ogni mezzo, intellettuale, commerciale e politico, un’unione fra stati e popoli completamente diversi fra loro – per lingua, cultura, abitudini, ecc. E la meraviglia del mondo senza Dio davanti a quest’opera sembra essere stata descritta dall’apostolo Giovanni, quasi due millenni fa, quando scrisse…

Apocalisse 13:3: “E vidi una delle sue teste come ferita a morte; ma la sua piaga mortale fu sanata, e tutta la terra si meravigliò dietro alla bestia.

Apocalisse 17:8: “Gli abitanti della terra, il cui nome non è stato scritto nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, si meraviglieranno vedendo la bestia perché era, e non è, e verrà di nuovo.

Più passerà il tempo, più luce gli eventi getteranno su queste parole e su tutte le profezie bibliche sugli ultimi tempi ed il ritorno di Gesù.

Cosa possiamo fare? Perché Dio ci dà delle profezie bibliche che ci annunciano il futuro? Per turbarci? Al contrario: per non farci sentire confusi, smarriti, paurosi del nostro futuro.

Luca 21:28: “Ora, quando queste cose cominceranno ad accadere, guardate in alto e alzate le vostre teste, perché la vostra redenzione è vicina».

Le profezie bibliche non sono state scritte per fare di noi dei profeti, per farci predire il futuro, ma per avere sufficiente luce sugli eventi futuri della storia dell’umanità in maniera che, quando quelle cose staranno per accadere, noi rimarremo saldi, sicuri che Dio ha il controllo, che sa cosa accadrà e che permetterà che accada per il Suo imperscrutabile disegno divino – del quale noi facciamo meravigliosamente parte!

I giudizi per questo mondo, la sua rovinosa caduta, saranno per noi solo il segno che il Signore è vicino, che sta per tornare e portarci via con Lui. Il giudizio per il mondo, sarà per noi il momento della gloria eterna con Gesù.

Purtroppo lo stesso messaggio che per noi è di speranza, diventa di condanna per chi si ostina a non credere, a non arrendersi all’amore di Dio. Annunciare al mondo la salvezza in Cristo è il compito del quale non dobbiamo stancarci, ora più che mai, visto che il giorno del ritorno di Cristo è più vicino, come ci autorizzano a ritenere gli eventi che stanno accadendo attorno a noi.

Luca 21:36: “Vegliate dunque, pregando in ogni tempo, affinché siate ritenuti degni di scampare a tutte queste cose che stanno per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

 

The Christian Counter

Giuseppe Guarino è autore anche di un commentario storico-profetico al libro del profeta Daniele. Clicca sulla copertina per acquistarlo su Amazon.

 

 

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