Due fratelli, due strade diverse

di Giuseppe Guarino 

GENESI 4:1-10

“Adamo conobbe Eva, sua moglie, la quale concepì e partorì Caino, e disse: “Ho acquistato un uomo con l’aiuto del SIGNORE”. Poi partorì ancora Abele, fratello di lui. Abele fu pastore di pecore; Caino lavoratore della terra. Avvenne, dopo qualche tempo, che Caino fece un’offerta di frutti della terra al SIGNORE.

Abele offrì anch’egli dei primogeniti del suo gregge e del loro grasso. Il SIGNORE guardò con favore Abele e la sua offerta, ma non guardò con favore Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato, e il suo viso era abbattuto.

Il SIGNORE disse a Caino: “Perché sei irritato? e perché hai il volto abbattuto? Se agisci bene, non rialzerai il volto? Ma se agisci male, il peccato sta spiandoti alla porta, e i suoi desideri sono rivolti contro di te; ma tu dominalo!”

Un giorno Caino parlava con suo fratello Abele e, trovandosi nei campi, Caino si avventò contro Abele, suo fratello, e l’uccise.

Il SIGNORE disse a Caino: “Dov’è Abele, tuo fratello?” Egli rispose: “Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?”

Il SIGNORE disse: “Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra.”

Questo brano è uno dei più tristi di tutta la Bibbia. Mi sono chiesto: “come mai è così sintetico?” Mi sono risposto nel seguente modo: “perché non basterebbero libri e libri per analizzare ciò che succede qui, ma lo Spirito Santo che ci ammaestra ed alla luce di tutta la Scrittura, riusciamo a comprendere quanto questa narrazione sia profonda e piena di significato.” Spero questa spiegazione vada bene anche per voi.

Caino ed Abele erano fratelli. Erano nati dagli stessi genitori e cresciuti nella stessa casa, quindi è ragionevole pensare che fossero stati cresciuti allo stesso modo. Eppure Caino prese una strada ed Abele un’altra.

Ad un certo punto, Caino, agricoltore, fa una meravigliosa offerta a Dio, profumata, colorata, di frutta, stupendi prodotti della terra.

Abele ne fece un’altra, sanguinaria e cruenta, con sangue appiccicoso di animale e grasso.

Eppure Dio gradì il sacrificio di Abele. Immaginate l’incredula rabbia di Caino, una rabbia che lo porterà fino all’estremo di uccidere il fratello.

Perché il sacrificio di Abele venne accettato da Dio e quello di Caino no?

“Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio più eccellente di quello di Caino; per mezzo di essa gli fu resa testimonianza che egli era giusto, quando Dio attestò di gradire le sue offerte; e per mezzo di essa, benché morto, egli parla ancora”. (Ebrei 11:4)

Fu la fede a fare la differenza.

Chiunque con la propria intelligenza avrebbe detto che un’offerta di frutta sarebbe stata più gradevole di una che prevedeva l’uccisione di un animale e lo spargimento di sangue. Caino deve essersi sentito orgoglioso, certo di aver fatto meglio di suo fratello. E non si chiese nemmeno perché Dio non accettò la sua offerta quando il Signore stesso lo interrogò e lo incitò a fare bene. Non cercò di riparare, di andare da suo fratello e scambiare i suoi frutti con degli animali per offrire di corsa anche lui un offerta gradita a Dio. Forse il suo orgoglio non glielo permetteva. Gli mancò la fede.

La fede si estrinseca nell’obbedienza. L’obbedienza conduce alla benedizione, personale e degli altri che ci stanno intorno. E solo grazie alla nostra obbedienza Dio potrà mostrare la Sua Potenza e la Sua Gloria. Infatti proprio grazie all’obbedienza di Abele troviamo già nelle prime pagine della Parola di Dio, ispirata dallo Spirito Santo, l’annuncio profetico del sacrificio di Gesù avvenuto millenni dopo, per la nostra salvezza.

Il comportamento di Caino ci parla dell’espressione di una religiosità personale che tanto caratterizza chi vuol credere a modo proprio. Caino vuole offrire a Dio ciò che egli ritiene giusto e quando Dio stesso gli parla (Genesi 4:6-7) non lo interroga nemmeno per capire dove ha sbagliato. È come se ad ogni costo egli volesse, per orgoglio, per mancanza di fede, come deduciamo dal brano di Ebrei citato, far prevalere il suo modo di credere e di fare “religione”.

Molti vogliono offrire a Dio il sacrificio che loro ritengono giusto, vogliono servire Dio come più pare a loro e non vanno alla Sacra Scrittura per capire se è davvero a quel modo che Dio vuole che essi agiscano: perché prevale l’orgoglio, la convinzione personale e non il bisogno di obbedire alla Parola di Dio.

Caino ed Abele erano fratelli, ma i loro destini furono totalmente opposti. Oggi molta gente si sente come intrappolata all’interno della propria sorte, dettata da fattori esterni determinanti. Ma non è così. Caino ed Abele avevano vissuto nella stessa casa, nelle stesse condizioni. Come loro allora, anche noi siamo esseri umani pensanti e con una spiritualità. E quando la Parola di Dio ci viene annunciata il nostro spirito sussulta perché riconosce la voce del nostro Creatore e Dio. Sta a noi, alla nostra libera e consapevole scelta, rispondere alla Sua chiamata o meno.

Badate di non rifiutarvi d’ascoltare colui che parla … ” (Ebrei 12:25) è il monito della Bibbia ad ogni uomo … anche a te che stai leggendo queste parole. Possa Dio guidarti a fare la scelta giusta ed abbracciare il Suo amore in Cristo, per la tua salvezza.

 

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