Efesini 4:6 – Il problema testuale

di Giuseppe Guarino

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Nuova Diodati – Textus Receptus

Vi è “un Dio unico e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in voi tutti.

Nuova Riveduta – Nestle Aland

V’è “un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in tutti.

Testo Maggioritario

Vi è “un solo Dio e Padre di tutti, il quale è al di sopra di tutti, fra tutti ed in tutti noi.

Il problema testuale che ci pongono le varianti che rinveniamo nei manoscritti non è un dramma. Fondamentalmente possiamo utilizzare i tre testi per un’esegesi trinitaria, ma con una scala di gradimento.

Al primo posto metto senz’altro il testo Maggioritario.

εἷς θεὸς καὶ πατὴρ πάντων, ὁ ἐπὶ πάντων, καὶ διὰ πάντων, καὶ ἐν πᾶσιν ἡμῖν

“Vi è” bisogna aggiungerlo nella traduzione in quanto sottinteso in greco.

“Vi è un solo Dio e Padre di tutti, il quale è al di sopra di tutti, fra tutti ed in tutti noi.

La traduzione è mia, perché non ne esiste una in italiano, ma in realtà c’è poco da tradurre, difatti echeggia le altre. Ho preferito mettere la parola “noi” alla fine del verso, come accade in greco, perché ciò può spiegare l’omissione ed il testo breve supportato dal Nestle-Aland e dai manoscritti che esso preferisce. In questo caso sono P46, Vaticano, Sinaitico, C, P, 082, 6, 33 e qualche altro.

Il testo Maggioritario si trova nel restante 90% delle evidenze manoscritte. È citato da Ireneo nella sua opera “Contro le eresie” del II secolo per tre volte e come lo leggiamo nel Testo Maggioritario – questo dovrebbe pressoché chiudere la questione sull’antichità della lettura.

Il rimanente 5% dei manoscritti supporta la variante che rinveniamo nella Diodati e che riguarda il Textus Receptus che questa traduce. Una variante facile da originare per una svista dovuta (come accadrebbe in italiano) allo scambio di una singola lettera: (v)oi, (n)oi.

Il pregio della lettura della ND è che fondamentalmente conduce alla stessa esegesi del testo Maggioritario, non cambia cioè il senso della frase.

Abbiamo, quindi, un totale del 95% di evidenze manoscritte contro il testo della Nuova Riveduta e del Nestle-Aland che questa qui adotta.

La lettura breve, quella che omette “noi”, è soltanto l’ennesima espressione della tendenza ad abbreviare il testo che caratterizza i manoscritti Vaticano, Sinaitico & Co. È facile da spiegare per due motivi: “noi” in greco si trova alla fine della frase e l’omissione armonizza il testo con le espressioni precedenti, tronche alla parola “tutti”.

Precisato ciò, possiamo esaminare il brano come l’apostolo Paolo lo ha scritto e come lo Spirito Santo lo ha ispirato, avendo ottime ragioni di credere che questo sia stato preservato nella forma presente nella stragrande maggioranza dei manoscritti dell’originale greco del Nuovo Testamento.

Nella sezione degli studi del mio sito pubblicherò a breve uno studio su questa porzione della Sacra Scrittura.

 

 

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