La divinità del Messia nelle Scritture ebraiche, il Tanakh

di Giuseppe Guarino

Le parafrasi aramaiche dell’Antico Testamento, i cosiddetti Targumim, avevano già risolto il problema – se così possiamo definirlo – della trascendenza di Dio, la sua invisibilità ed il fatto che Egli intrattenga rapporti con la sua creature e che si sia reso più volte da lui visibile: se Dio è invisibile, e per la cultura ebraica ogni rappresentazione di Dio è impensabile, allora Dio si è rivelato tramite… la Sua Parola.

Parola in italiano, corrisponde a Logos in greco, Davar in ebraico, Memra in aramaico.

Nel giudaismo del periodo apostolico ciò era stato compreso e Giovanni conferma, ispirato dallo Spirito Santo, che la maniera in cui il Dio invisibile si era da sempre reso visibile, è la Parola, la stessa Parola che è diventata uomo: Gesù Cristo, ad ogni buon motivo Dio con noi. Leggi Giovanni 1:1-18.

A causa dell’uso cristiano, il giudaismo abbandonò le sue riflessioni sulla Parola per capire e descrivere i rapporti fra Dio e la creazione!

Leggendo il libro della Genesi scopriamo che Dio apparve ad Abramo.

Siamo in Genesi 18.

Al verso 1 è detto che Dio (in ebraico viene usato il Tetragramma) apparve ad Abraamo.

Al verso 2 è detto che il patriarca vide tre uomini.

Al verso 13 il Signore parla con Abramo.

Al verso 17 è di nuovo detto che Dio parla ad Abramo, parla in prima persona: come dice proprio l’inizio del verso 17, Egli è Dio – Risultati immagini per Tetragramma

Risultati immagini per Tetragramma è uno dei tre uomini apparsi ad Abramo!

Questo è soltanto uno dei brani biblici in cui Dio appare ai patriarchi. Ora chiederà qualcuno: se è così ovvio, perché gli ebrei oggi non credono nel Dio fattosi uomo? E’ anche vero che oltre a ciò essi non credono che Gesù sia il Messia promesso, nonostante le molte profezie veterotestamentarie miracolosamente avveratesi in lui: la sua nascita da una vergine avvenuta a Betlemme (più piccola del quartiere di una città moderna), i miracoli che ha compiuto, la sua morte sulla croce, la sua resurrezione, ecc.

Leggiamo in 2 Corinzi 3:15: “Anzi, fino ad oggi, quando si legge Mosè un velo rimane sul loro cuore“. (Nuova Diodati)

La conoscenza dell’ebraico aiuta. Meglio ancora quella del greco, lingua scelta per veicolare gli elementi della fede cristiana. Ma se ogni strumento è utile, solo lo Spirito Santo è indispensabile.

Giovanni 16:13: “Ma quando verrà Lui, lo Spirito di verità, Egli vi guiderà in ogni verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutte le cose che ha udito e vi annuncerà le cose a venire“. (Nuova Diodati)

Ecco, quindi, perché, alla luce del Nuovo Testamento, quei brani dell’Antico che potevano apparire oscuri divengono adesso chiari e motivo di nostra lode al Dio dell’universo, che ci ha amati e si è fatto uomo per palesare questo suo amore sulla croce, pagando Egli stesso il prezzo per il nostro peccato.

Asher Intrater è un ebreo convertito a Cristo. Ecco che la sua conoscenza della lingua e culture ebraiche vengono utilizzate dallo Spirito Santo ed egli, da ebreo, leggendo l’antico patto alla luce del nuovo, afferma: “Nostro padre Abrahamo ha incontrato Dio manifestato in forma umana, dunque ogni obiezione di fondo alla divinità di Yeshua (Gesù) si dissolve come neve al sole”.  E più in là: “Prendendo in considerazione il Nuovo Patto, in Giovanni capitolo 8 si afferma esplicitamente che l’ospite di Abrahamo era Yeshua”.  (Chi ha pranzato con Abrahamo, Perciballi editore, pag. 16)

Dio si è fatto veramente uomo. E’ apparso come uomo nell’antichità, si è incarnato in Gesù: in ogni tempo ed in ogni senso Dio si è veramente e personalmente rivelato e manifestato alla Sua Creatura.