Archivi tag: ebraico biblico

Matteo 1:1

MATTEO 1:1

clicca qui per leggere o scaricare il pdf dell’articolo

Sappiamo tutti che Matteo era un ebreo e, a giudicare dal suo status sociale, doveva anche essere un uomo di cultura. Ciò è in perfetta armonia con la meravigliosa opera letteraria che è il suo Vangelo.

Il vangelo di Matteo è giunto a noi in greco, ma ciò non è incompatibile con l’esistenza di un originale ebraico, del quale si parla dall’alba della storia della Chiesa. Vi è un Matteo in realtà presente nella tradizione ebraica, inserito e preservato in una confutazione medievale del cristianesimo da parte di un giudeo. Questo testo è stato pubblicato da George Howard tempo fa ed è davvero una ulteriore meravigliosa testimonianza dell’importanza storico – letteraria, oltre che religiosa, degli scritti biblici.

La cosa più emozionante della divina ispirazione della Bibbia è, a mio avviso, l’armoniosa collaborazione dello Spirito Santo con l’autore biblico, che, se guardiamo il testo biblico senza pregiudizi, compare nelle pagine della Sacra Scrittura in maniera così evidente. Non è stata una dettatura meccanica, ma un meraviglioso confluire del divino nell’umano.

Matteo 1:1 è talmente intriso di cultura ebraica da mettere in imbarazzo i traduttori. Infatti, si ricorre a diverse soluzioni.

DIODATI: LIBRO della generazione di Gesù Cristo, figliuolo di Davide, figliuolo di Abrahamo. 

 NUOVA DIODATI: Libro della genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abrahamo.

 CEI: Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo

 NUOVA RIVEDUTA: Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abraamo

La traduzione letterale è quella della Diodati e della Nuova Diodati. Le altre cercano di rendere il testo più comprensibile al lettore italiano.

Ma cosa vuol dire “Libro della generazione”, ovvero della “genealogia”. Questa frase, nella sua letteralità, significa poco in italiano. Lo stesso vale per il testo originale greco a dire il vero. Per comprenderne il senso appieno dobbiamo guardare l’Antico Testamento.

Genesi 5:1

“Questo è il libro della genealogia di Adamo (Nuova Riveduta)

“Questo è il libro della discendenza di Adamo” (Nuova Diodati)

La parola che traduciamo nella nostra lingua con “libro” corrisponde ad un vocabolo ebraico (סֵפֶר, sefer) che ha un significato senz’altro più ampio. Dobbiamo quindi in questo caso evitare di associare “libro” all’immagine cui inevitabilmente rimanda questa parola nella nostra lingua oggi. Del resto i “libri”, come li conosciamo noi, nell’antichità non ne esistevano.

Cosa implichi l’espressione “libro della generazione” nella Genesi è oggetto di dibattito e non è del tutto chiaro. Ciò, però, ha poca rilevanza per la nostra discussione ed in questo contesto. Qui, infatti, ci basta la consapevolezza del gusto del tutto ebraico dell’affermazione di Matteo, un’affermazione che volutamente vuole riagganciarsi all’ebraico ed alla Torah. Forse non è un caso che la prima volta che l’espressione che egli usa si rinvenga proprio in Genesi 5:1, dove si parla della discendenza di Adamo: l’evangelista infatti sta elencando gli ascendenti del “nuovo” Adamo, Gesù Cristo.

Nella seconda parte del verso è chiaro che “figlio di Davide” è da intendersi come “discendente di Davide” e lo stesso vale per “figlio di Abraamo”. La stessa espressione la troviamo diverse volte nei vangeli. Qualche verso più avanti lo stesso Giuseppe è chiamato “figlio”, discendente, di Davide in Matteo 1:20.

L’autentico significato della parola “figlio” utilizzata in questo contesto non è da cercarsi nelle lingue indo-europee, dove “figlio” indica solo un rapporto di diretta discendenza, bensì nel sostrato semitico (ebraico) della Bibbia, vivo e vegeto anche nel Nuovo Testamento. Diversi gli esempi da addurre. Per citarne i più eclatanti: Mt 3:9, 5:9, Gv 8:39, 8:44, 2 Tess 2:3, e molti altri. Per non parlare del titolo messianico di “figlio dell’uomo”!

È davvero significativo il dialogo di Gesù con i religiosi del suo tempo.

Essendo i farisei riuniti, Gesù li interrogò, dicendo: “Che cosa pensate del Cristo? Di chi è figlio?” Essi gli risposero: “Di Davide”. Ed egli a loro: “Come mai dunque Davide, ispirato dallo Spirito, lo chiama Signore, dicendo: “Il Signore ha detto al mio Signore: ‘Siedi alla mia destra finché io abbia messo i tuoi nemici sotto i tuoi piedi?'” Se dunque Davide lo chiama Signore, come può essere suo figlio?” E nessuno poteva replicargli parola; da quel giorno nessuno ardì più interrogarlo.” (Matteo 22:41-46)

Gesù non era infatti soltanto un discendente della stirpe regale di Davide, ma anche la Parola fatto uomo, Dio incarnato, ed è per questo che già dall’Antico Testamento il Messia è chiamato Signore.

Abbiamo appena cominciato. Negli articoli a venire discuteremo di altri meravigliosi e profondi significati nascosti nelle lingue originali della Bibbia.

Se avete dei quesiti, sarò ben lieto di rispondervi, per quanto mi sarà possibile.

________

Matteo 1:1 in originale greco

Βίβλος γενέσεως ᾿Ιησοῦ Χριστοῦ, υἱοῦ Δαυΐδ, υἱοῦ ᾿Αβραάμ

In una traduzione in ebraico (che si legge da destra verso sinistra)

זֶה סֵפֶר תּוֹלְדֹת הַמָּשִׁיחַ יֵשׁוּעַ בֶּן־דָּוִד בֶּן־אַבְרָהָם׃

Giuseppe Guarino

Birkirkara, 6 febbraio 2020

 

The Christian Counter