Epistola ai Colossesi

EPISTOLA AI COLOSSESI di Giuseppe Guarino

L’epistola ai Colossesi è stata scritta da Paolo durante la sua prigionia a Roma. Ha viaggiato tramite Tichico fino alla città di Colosse, in Asia minore, un importante centro durante il I secolo. Questa lettera è stata scritta con uno scopo ben preciso, per rispondere a delle esigenze specifiche della comunità alla quale è stata indirizzata, ma con in mente l’idea che avrebbe circolato anche nelle altre comunità.

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Introduzione

Presento qui la traduzione in italiano del testo originale maggioritario dell’epistola dell’apostolo Paolo ai Colossesi.

Il testo Maggioritario del Nuovo Testamento è una ricostruzione critica che si avvicina molto a quella tradotta da Giovanni Diodati nel 1607, il cosiddetto Textus Receptus. Essa si basa sul testo presente nella stragrande maggioranza dei manoscritti del Nuovo Testamento. Si tratta di una ricostruzione critica che sta godendo sempre di maggior credito, specialmente in campo evangelico ed è per questo che anche l’edizione della Nuova Riveduta ne ha dovuto prendere atto.

Il testo Maggioritario che qui riproduco è quello del 1995 di Robinson e Pierpont, ma è praticamente uguale all’antica ricostruzione del Textus Receptus, così come alle altre dello stesso testo maggioritario.

In alcuni punti citerò le varianti al testo originale adottate dal testo Standard, il testo oggi supportato dalla maggior parte degli studiosi. Come il lettore noterà si tratterà di piccole variazioni al testo che nulla incidono sul significato o sul dato della rivelazione.

Le note a piè di pagina sono state aggiunte per informare il lettore circa le sfumature del testo originale, o sulle traduzioni alternative possibili, o alle letture di alcuni manoscritti che deviano dal testo maggioritario. A volte riporterò l’espressione letterale del testo, dove ho preferito non tradurre letteralmente, come invece mi piace fare di solito. Ho evidenziato in alcuni punti il significato specifico di alcuni termini più evidenti nella lettura del greco che nella traduzione.

Nella veloce discussione delle varianti testuali offerte da alcuni manoscritti, ho utilizzato come testo di riferimento il Nestle-Aland, la 27ma edizione, che è corredato da un eccellente apparato critico. Ho attinto anche al commentario testuale di Bruce M. Metzger.

Nel tradurre ho consultato ampiamente i seguenti testi.

The NKJV Greek-English Interlinear New Testament, 1994, Thomas Nelson. Nestle-Aland, Greek-English New Testament, 1998, Deutsche Bibelgesellschaft.

Bruce Metzger, A Textual Commentary on the Greek New Testament, 1994, Deutsche Bibelgesellschaft, United Bible Societies.

Jay P. Green, Sr., Pocket Interlinear New Testament, 1986, Baker Book House.

La Diodati, Nuova Diodati, la Nuova Riveduta.

 

Capitolo 1

1 Paolo, apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio, e il fratello Timoteo, 2 ai santi e fedeli fratelli in Cristo che sono nella città di Colosse. Grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo.[1]

3 Ringraziamo Dio e[2] Padre del Signore nostro Gesù Cristo, pregando sempre per voi, 4 avendo appreso[3] della fede vostra in Cristo Gesù e dell’amore il quale avete verso tutti i santi, 5 a motivo della speranza che è riposta per voi nei cieli, circa la quale avete già in precedenza udito nella parola della verità, 6 (l’evangelo, il quale è arrivato a voi come anche in tutto il mondo, e che sta portando frutto e sta crescendo come anche fra voi, dal giorno nel quale avete udito e conosciuto la grazia di Dio in verità), 7 come anche avete imparato da Epafra, il nostro amato conservo, il quale è fedele servitore di Cristo per voi, 8 il quale ancora ha dichiarato a noi il vostro amore nello Spirito. 9 Per questo anche noi, dal giorno in cui abbiamo udito ciò, non smettiamo di pregare per voi e di chiedere che siate ripieni della conoscenza della sua volontà in ogni sapienza e intelligenza spirituale,[4] 10 conducendovi come santi del Signore in tutto compiacendogli, in ogni buona opera, portando frutto e crescendo nella conoscenza di Dio, 11 fortificati in ogni modo secondo la potenza della sua gloria per ogni pazienza e lungimiranza, 12 ringraziando con gioia il Padre, il quale ci6 [5]ha reso degni di partecipare alla sorte dei santi nella luce. 13 Egli ci ha riscossi dall’autorità delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio, 14 nel quale abbiamo la redenzione, per mezzo del suo sangue,[6] la remissione dei peccati.[7]

15 Egli è l’immagine dell’invisibile Dio, il primogenito[8] di ogni creatura, 16 perché in lui sono state create tutte le cose – le cose nei cieli e le cose sulla terra, cose visibili e cose invisibili, siano troni, signorie, potenze o autorità – tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. 17 Ed egli è prima di tutto, e tutte le cose sussistono in lui. 18 Ed egli è il capo del corpo, che è la chiesa, egli è il principio, il primogenito dai morti, affinché egli detenga il primato in ogni cosa. 19 Poiché in lui si è compiaciuta di dimorare tutta la pienezza[9] 20 e per mezzo di lui sono riconciliate tutte le cose per lui, avendo fatto pace per mezzo del sangue della sua croce, per mezzo di lui, sia le cose sulla terra che quelle nei cieli.

21 Anche voi che una volta eravate stranieri e nemici nella mente, nelle opere malvagie, 22 adesso siete riconciliati nel corpo della sua carne, per mezzo della sua morte, per presentarvi senza macchia ed irreprensibili e immacolati alla sua presenza, 23 se rimanete fermi nella fede, fondati e immobili, e non sarete smossi dalla speranza dell’evangelo, il quale avete udito, che è predicato fra tutte le creature che sono sotto il cielo, del quale io, Paolo, sono stato fatto ministro.

24 Ora, io gioisco nelle mie sofferenze per voi e compio quello che manca alle afflizioni di Cristo nella mia carne per il suo corpo, che è la chiesa. 25 Della quale io sono stato fatto ministro, secondo il proponimento di Dio, il quale egli mi ha dato per voi, cioè compiere la Parola di Dio, 26 il mistero che è stato nascosto da età e da generazioni, ma ora è stato manifestato ai suoi santi, 27 ai quali Dio ha voluto far conoscere qual è la ricchezza della gloria di questo mistero fra le genti, che è Cristo fra voi, la speranza della gloria. 28 Lui noi proclamiamo, ammonendo ogni uomo e insegnando ad ogni uomo con ogni saggezza, affinché presentiamo ogni uomo perfetto in Cristo. 29 Per questo io mi adopero, lottando secondo la sua forza che opera in me con potenza.

 

Capitolo 2

1 Voglio infatti che sappiate quale ardua lotta io sostengo per voi e per coloro che sono a Laodicea, e per quanti non mi hanno conosciuto di persona[10], 2 affinché siano consolati i loro cuori, essendo uniti nell’amore, e pervenendo a tutte le ricchezze della piena sapienza dell’intelligenza, giungano alla eccellente conoscenza[11] del mistero di Dio e Padre e di Cristo,[12] 3 nel quale sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza. 4 Questo vi dico affinché nessuno vi circuisca con un parlare ingannevole 5 perché sebbene io non sia fra voi,[13] nello spirito io sono con voi, gioendo e vedendo il vostro ordine e la fermezza della vostra fede verso Cristo. 6 Perciò così come avete ricevuto Cristo Gesù il Signore, in lui conducetevi,[14] 7 radicati ed edificati in lui e confermati nella fede, come vi è stato insegnato, abbondando in essa con ringraziamento.

8 Guardate affinché non vi sia nessuno che vi irretisca per mezzo della filosofia e vano inganno, secondo la tradizione degli uomini, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo. 9 Poiché in lui dimora tutta la pienezza della Deità[15] corporalmente. 10 E voi siete completi in lui, che è il capo di ogni signoria ed autorità. 11 In lui anche siete stati circoncisi, con una circoncisione non fatta con mani, avendo svestito il corpo dei peccati[16] della carne, per mezzo della circoncisione di Cristo. 12 Essendo anche voi in lui sepolti nel battesimo, in lui ancora siete resuscitati per mezzo della fede della potenza di Dio, il quale lo ha fatto risorgere dai morti. 13 E voi, che eravate morti nei peccati e nella incirconcisione della vostra carne, egli ha vivificato con lui, perdonandoci tutti i peccati, 14 avendo cancellato i dogmi scritti con mano che erano contro di noi, i quali ha tolto di mezzo, inchiodandoli alla croce, 15 avendo disarmato signorie ed autorità, avendone fatto apertamente un esempio, trionfando su di loro in lui.

16 Quindi nessuno vi giudichi da quello che mangiate o bevete[17], né dall’osservanza di feste o ricorrenze[18] o sabati, 17 che sono l’ombra delle cose che dovevano venire, ma il corpo è di Cristo. 18 Nessuno vi condanni, insistendo su una falsa umiltà e sull’adorazione degli angeli, mettendo il piede in cose che non ha visto, gonfiandosi per la mente della propria carne, senza motivo, 19 e non attenendosi al capo, dal quale tutto il corpo, per mezzo delle giunture e dei legamenti, ben fornito ed unito, cresce, attingendo per la sua crescita a Dio.[19]

20 Se dunque con Cristo siete morti agli elementi del mondo, perché, come se foste viventi nel mondo, vi fate imporre: 21 non toccare, non assaggiare, non maneggiare, 22 (cose tutte che periscono con l’uso) secondo i comandamenti e gli insegnamenti dell’uomo? 23 Tali cose in verità hanno soltanto un’ apparenza di avere sapienza nella religione volontaria e in falsa umiltà e non risparmiano il corpo, non per alcun onore, ma al fine di soddisfare la carne.

 

Capitolo 3

1 Se dunque siete resuscitati con Cristo, cercate le cose di sopra, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio. 2 Ponete mente alle cose di sopra, non a quelle che sono sulla terra, 3 in quanto siete morti e la vita vostra è nascosta con Cristo in Dio. 4 Quando Cristo, la vita nostra,[20] apparirà, allora anche voi con lui apparirete in gloria. 5 Mortificate, quindi, le membra vostre che sono sulla terra: fornicazione, impurità, passione, desideri cattivi, e l’avarizia che è idolatria, 6 per le quali cose arriva l’ira di Dio su tutti coloro che sono ribelli.[21] 7 Fra costoro anche voi vi conducevate un tempo, quando vivevate di queste cose. 8 Ma ora, anche voi, mettete da parte tutte queste cose: ira, risentimento, malvagità, bestemmia, maldicenza; siano fuori dalla vostra bocca. 9 Non mentite gli uni gli altri, avendo spogliato l’uomo vecchio dai suoi atti 10 ed avendo vestito il nuovo, il quale si rinnova nella conoscenza, secondo l’immagine di colui che lo ha creato.

Non vi è più né greco né giudeo, circoncisione ed incirconcisione, barbaro, scita, servo o libero, ma Cristo è ogni cosa e in tutti.

Rivestitevi dunque, come eletti di Dio, santi ed amati, di sentimenti di misericordia, benignità, umiltà, mansuetudine, pazienza. Sopportatevi a vicenda e, se qualcuno ha una qualche questione contro ad un altro, perdonatevi. Come anche Cristo[22] ha perdonato noi, così fate anche voi. 14 Ma sopra tutte queste cose, rivestitevi dell’amore, che è il legame della perfezione. 15 Sia sovrana nei vostri cuori la pace di Dio, alla quale ancora siete stati chiamati in un corpo. E siate riconoscenti. 16 La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente, insegnando e ammonendo gli uni gli altri, con ogni sapienza, con salmi, inni e canzoni spirituali, cantando con grazia a Dio nel vostro cuore.

17 E qualsiasi cosa facciate, quando parlate o agite,[23] fate tutto nel nome del Signore Gesù, ringraziando Dio e Padre[24] per mezzo di lui.

18 Mogli siate soggette ai vostri mariti, come è bene nel Signore.

19 Mariti amate le vostre mogli e non vi inasprite con loro.

20 Figli obbedite ai genitori in ogni cosa perché ciò è bene nel Signore.

21 Padri non provocate i vostri figli, affinché non si perdano d’animo.

Servi obbedite in ogni cosa a coloro che sono i vostri signori in questa vita terrena,[25] non servendo badando all’apparenza, come per compiacere agli uomini, ma con cuore sincero, temendo Dio.

In tutto ciò che fate, operate di buon animo come per compiacere il Signore e non gli uomini, 24 sapendo che dal Signore riceverete la ricompensa dell’eredità. Perché voi servite Cristo il Signore. 25 Chi fa il male riceverà male, e non è riguardo per alcuno.

 

Capitolo 4

1 Signori, riconoscete ai vostri servi quello che è giusto e spetta loro, sapendo che anche voi avete un Signore nei cieli.

2 Perseverate nella preghiera, vegliando in essa con ringraziamento. 3 Pregate insieme anche per noi, affinché Dio ci offra l’opportunità di annunciare[26] la Parola, per parlare del mistero di Cristo (per la quale cosa anche sono prigioniero) 4 affinché lo faccia conoscere come bisogna che io ne parli. 5 Comportatevi saggiamente con i non credenti,[27] fate buon uso del tempo. 6 Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito con sale, sapendo come bisogna che rispondiate a ciascuno.

7 Circa tutte le cose che mi riguardano vi informerà Tichico, il fratello amato, ministro fedele e compagno di servizio nel Signore, 8 il quale vi ho mandato per questo, affinché vi faccia conoscere le cose che mi riguardano e consoli i vostri cuori, 9 con Onesimo, il fratello amato e fedele, il quale è uno di voi. Vi informeranno di tutte le cose che succedono qui.

10 Vi saluta Aristarco, mio compagno di prigionia, e Marco il cugino di Barnaba (circa il quale avete ricevuto disposizioni: se viene presso voi, ricevetelo), 11 e Gesù che è chiamato Giusto, i quali sono della circoncisione. Loro soltanto collaborano per il regno di Dio. Essi sono diventati il mio conforto.

12 Vi saluta Epafra, che è uno di voi, servo di Cristo, il quale lotta sempre per voi nelle preghiere, affinché siate saldi, perfetti e completi in tutta la volontà di Dio. 13 A lui rendo testimonianza che ha molto zelo per voi, e per coloro che sono a Laodicea e coloro che sono a Ierapoli.

14 Vi saluta Luca, il dottore amato, e Dema. 15 Salutate i fratelli a Laodicea, e Ninfa e la chiesa che è in casa sua.

E quando sarà letta l’epistola fra voi, fate che sia letta anche nella chiesa a Laodicea, e anche quella che viene da Laodicea venga letta a voi.

E dite ad Archippo, “Curati[28] del ministero che ti è stato dato nel Signore per portarlo a compimento.”

Il saluto di mia mano: di Paolo. Ricordatevi della mia prigionia.[29] La grazia sia con voi. Amen.[30]

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[1] “e dal Signore Gesù Cristo” è omesso da N-A. L’omissione è supportata da B, D, K, 33. Il testo Maggioritario si trova anche in Alef, A e C.

[2] “e” è omesso da N-A.

[3] Lett. udito

[4] Le tre: “conoscenza”, in greco “epignosis”, “sapienza”, in greco “sofia”, “intelligenza”, in greco “sinesei”, torneranno con un ancora più marcato tono antignostico al capitolo 2.

[5] N-A ha “vi ha…”, che nell’originale greco consiste nel cambiamento di “noi” in “voi”, possibile, come in italiano, sostituendo una sola lettera. “Noi” oltre ad essere supportato dal testo Maggioritario si trova anche in A, C, D e 33. Il testo del N-A si trova nei codici Vaticano (B) e Sinaitico (Alef).

[6] “per mezzo del suo sangue” è omesso da N-A.

[7] Stupendo il concetto di questo brano: In Lui, in Cristo, in virtù del suo sacrificio che ha pagato il prezzo, abbiamo la libertà, realizzata nel perdono dei peccati.

[8]Primogenito, prototocos, in greco non è preceduto dall’articolo determinativo. Ciò a sottolineare la qualità, le prerogative della primogenitura, sottolineata in questo brano, che sono di Cristo. L’affermazione che segue immediatamente è esplicativa di questo, come anche la conclusione: “egli è il principio, il primogenito dai morti, affinchè egli detenga il primato in ogni cosa.”, v.18.

 

[9] Il termine “pienezza” traduce il greco pleroma. La forza di questo termine si perde nella traduzione. Esso è, infatti, in sé riepilogativo del suo significato più ampio che troviamo in Col 2:9: “Poiché in lui dimora tutta la pienezza della Deità corporalmente.”

[10] Lett. “non hanno visto la mia faccia nella carne”.

[11] La polemica antignostica è molto forte, vedi nota in 1:9. All’intelligenza, sapienza e conoscenza degli gnostici, umana, Paolo oppone Cristo: in lui “sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza”, v.3. Al v. 2 ho tradotto la parola “tes plerosofias” “piena sapienza”, anziché “piena certezza”, come imporrebbe l’uso nel Nuovo Testamento. Questo per non fare scomparire l’intento di Paolo, evidente nell’originale, di menzionare nuovamente: sapienza, intelligenza e conoscenza. Sempre per cercare di trasmettere al lettore la sensazione delle sfumature dell’originale ho preferito tradurre “eccellente conoscenza” la parola greca originale “epignosis” proprio perché è chiaro che Paolo intende contrapporre alla “gnosis”, conoscenza, così tanto cara alla dottrina gnostica da darne la definizione, la “epignosis”, la conoscenza superiore cristiana.

[12] Il N-A, supportato da P46 e dal codice Vaticano, legge: “nel mistero di Dio, Cristo…”

[13] Lett. “Io sia assente nella carne”

[14] Lett. “camminate”.

[15] Già nella nota a Col. 1:19 abbiamo detto che la parola “pienezza” traduce il greco “Pleroma”, termine che è chiaro dall’uso, racchiude in sé, quasi come una terminologia propria, tecnica, un significato più ampio. Cosa implica è ora dichiarato apertamente qui: “in lui dimora tutta la pienezza della Deità corporalmente”. In greco “en auto katoikei pan to Pleroma tes Theotetos somatikos”. La parola Theotetos completa Pleroma, che ora comprendiamo chiaramente che va intesa come: “la pienezza degli attributi della Deità”. La fortissima dichiarazione di Colossesi 2:9 si chiude con un’espressione che rende ancora più significativo ciò che la precede. Per questo, rispettando l’ordine delle parole e il crescendo ed enfasi dell’originale, ho preferito lasciarla per ultima.

Paolo, infatti, non solo dice che in Cristo “dimora tutta la pienezza della Deità”, ma afferma che questi attributi dimorano in lui “corporalmente”. È la totale chiusura ed il rifiuto definitivo delle dottrine gnostiche che insidiavano la chiesa di Colosse! E, se mi si permette, è anche il colpo definitivo contro le dottrine che, anche ai giorni nostri, negano la deità di Cristo.

[16] “dei peccati” è omesso dal N-A, seguendo la lezione di Vaticano, Sinaitico, A, C, D, 33.

[17] Lett. “in cibo o bevanda”.

[18] Lett. “lune nuove”.

[19] Lett. “cresce della crescita di Dio”.

[20] Il N-A ha invece “vostra”, supportato da P46, Vaticano e Sinaitico, C, D e 33.

[21] Lett. “i figli della disobbedienza”.

[22] Il N-A ha invece di “Cristo”, “il Signore”, lettura che si trova in P46, A, B, F, G. Il manoscritto 33 ha una lettura molto interessante: “Dio in Cristo”.

[23] Lett. “in parola o in opera.”

[24] Il N-A ha “Dio Padre” seguendo Vaticano, Sinaitico, P46, A, C.

[25] Lett. “nella carne”.

[26] Lett. “ci apra la porta della Parola”.

[27] Lett. “quelli di fuori”.

[28] Lett. “guarda”.

[29] Lett. “catene”.

[30] “Amen” è omesso dal N-A, con il sostegno dei manoscritti Vaticano, Sinaitico, A, C, F, G, 33.

 

Questa versione è anche un libro, dove oggettivamente le note sono molto più fruibili e il testo è anche tradotto con l’originale greco a fronte.

L’epistola ai Colossesi è un viaggio meraviglioso all’interno delle più preziose dottrine della fede cristiane. Mi sono sforzato di tradurre e di annotare in maniera da far il più possibile comprendere al lettore le sfumature dell’originale.

La versione è del testo critico Maggioritario

libro: www.amazon.it/dp/1076953913

ebook: www.amazon.com/dp/B086MT8PPQ