Matteo Capitolo 1

di Giuseppe Guarino

MATTEO Capitolo 1 – Gesù il Messia promesso

Continuiamo i nostri studi sugli originali (ebraico, aramaico e greco) della Bibbia. Rimaniamo ancora su Matteo.

Vorrei che questo studio che presento non venga visto come un sostegno per certe interpretazioni estreme ebraiche (cabalà) o, peggio, discipline esoteriche (numerologia). Come spesso constatiamo il diavolo scimmiotta e perverte meravigliose realtà della parola di Dio per sedurre e confondere. Ma se ci atteniamo alla Scrittura senza fantasticare ed andare oltre, non potremo mai sbagliare.

Matteo è intriso di cultura ebraica. Abbiamo visto il riflesso dell’uso semitico nel greco originale di Matteo e nelle traduzioni letterali già dal suo primo verso. Sembra un dettaglio di scarsa importanza. Non lo è affatto, invece. Perché più semitici sono i vangeli, più il loro testo dimostra:

1) La loro autenticità – provengono dal mondo ebraico dal quale la Chiesa si staccherà davvero solo dopo il 70 d.C.

2) La loro antichità – le date tradizionali sono oggi di nuovo le più attendibili, quelle che fanno risalire al periodo apostolico la loro composizione;

3) La loro attendibilità storica – screditata da chi è interessato in ogni modo a demolire in questo modo in maniera indiretta l’autorità spirituale della Parola di Dio.

Il capitolo 1 di Matteo è una noiosissima lista di nomi che spesso saltiamo – dai, siamo onesti! Le genealogie non sono lì per la lettura, comunque, ma per lo studio. Almeno una volta, però, meglio dargli un’occhiata; sebbene, oggettivamente, nella semplice lettura e meditazione quotidiana della Parola di Dio possono risultare di poca utilità. Eppure se il Signore le ha ispirate e volute parte della Bibbia deve esserci un motivo – E un motivo c’è!

Dopo aver elencato 42 “generazioni” fino a Gesù, scrive significativamente Matteo:

Così, da Abraamo fino a Davide sono in tutto quattordici generazioni; da Davide fino alla deportazione in Babilonia, quattordici generazioni; e dalla deportazione in Babilonia fino a Cristo, quattordici generazioni.” (Nuova Riveduta)

Quante volte abbiamo letto questi versi e ci siamo chiesti cosa davvero volesse dire Matteo? Io quasi ogni volta che aprivo le prime pagine del Nuovo Testamento. E siccome Dio risponde se noi chiediamo, tanto ho chiesto che mi ha risposto – ne sono convinto. La differenza fra chi comprende la Bibbia e chi non la comprende non è nell’intelligenza o nella sapienza umana che si possiede. Per questo quando apro la Bibbia mi affido totalmente a Dio, perché Egli non nasconde i significati della Sua Parola a chi lo ama.

Guardate nello stesso Vangelo di Matteo. Qual è la differenza fra i discepoli di Gesù e gli altri? Nella loro intelligenza o livello culturale? Non credo – sebbene non fossero degli stupidi ignoranti come alcuni a volte li dipingono. Loro si avvicinavano al Maestro e lo interrogavano, chiedevano, con fede, non come coloro che lo volevano solo mettere alla prova, ma con profondo amore ed un cuore aperto, per conoscere la volontà di Dio. Vedi Matteo 13.

Da Abramo, padre della nazione ebraica a Davide, primo re che unifica il regno e lo rende forte e stabile, vi sono 14 generazioni.

Attraverso Samuele Dio promette a Davide:

Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu riposerai con i tuoi padri, io innalzerò al trono dopo di te la tua discendenza, il figlio che sarà uscito da te, e stabilirò saldamente il suo regno. Egli costruirà una casa al mio nome e io renderò stabile per sempre il trono del suo regno. Io sarò per lui un padre ed egli mi sarà figlio; e, se fa del male, lo castigherò con vergate da uomini e con colpi da figli di uomini, ma la mia grazia non si ritirerà da lui, come si è ritirata da Saul, che io ho rimosso davanti a te. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te e il tuo trono sarà reso stabile per sempre

Troviamo qui la promessa del futuro Messia (Unto, Cristo) che sarebbe venuto ed avrebbe regnato sul trono di Davide per sempre.

Forse per noi non è così semplice comprendere il fatto che alle lettere dell’alfabeto ebraico vanno associati dei numeri. Questo perché nella nostra lingua i numeri e le lettere sono distinti. Così non era in ebraico (e nemmeno in greco). Noi utilizziamo i numeri arabi per esprimere le cifre del nostro sistema decimale. In ebraico anche questo compito spettava alle ventidue consonanti che ne compongono l’alfabeto.

Come si scrive Davide in ebraico?

Come ho già evidenziato l’ebraico si legge da destra verso sinistra, ma proprio in questo caso ciò è ininfluente.

Andiamo a considerare il valore numerico delle singole lettere della parola e considerarne il valore complessivo.

ד (4) ו (6) ד (4)

4 + 6 +4 = 14

14 + 14 + 14 = 42. Dove troviamo questo numero altrove nella Scrittura?

1 Samuele 13:1 ci dice che 42 furono gli anni che regnò Saul. Quindi 42 ci parla del periodo di attesa fino alla comparsa di Davide come re – unto di Dio. Unto è la traduzione italiana della parola ebraica “Messia” e di quella greca “Cristo”.

Anche la lista delle generazioni da Abramo fino a Gesù dimostra che lui è il Messia promesso ad Israele! Matteo, il perfetto piano di Dio nella storia e lo Spirito Santo lo testimoniano: non vi è nessun altro che dobbiamo attendere, Gesù era colui che le Scritture annunciavano dalle prime pagine della Genesi (vedi Genesi 3:15).

Così, da Abraamo fino a Davide sono in tutto quattordici generazioni;

Fino alla comparsa del primo grande re di Israele trascorrono 14 generazioni

da Davide fino alla deportazione in Babilonia, quattordici generazioni;

Per 14 generazioni la stirpe di Davide regna, finché il popolo viene deportato in Babilonia.

e dalla deportazione in Babilonia fino a Cristo, quattordici generazioni

Dopo quel evento nessun discendente davidico regna in Israele. Fino alla nascita di Gesù del quale diceva giustamente la scritta sulla croce: “Questo è Gesù, il re dei Giudei” (Matteo 27:37)

Traggo dal sito www.hebrew4christians.com la tavola dove viene specificato il valore numerico delle consonanti dell’alfabeto ebraico.

 

 

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