Le nozze di Cana

di Giuseppe Guarino

In Giovanni 2, l’apostolo fa un riferimento temporale specifico. Il verso 1 viene variamente tradotto.

Diodati: “E TRE giorni appresso, si fecero delle nozze in Cana di Galilea”

Nuova Diodati: “Tre giorni dopo, si fecero delle nozze in Cana di Galilea”

Nuova Riveduta (1994): “Tre giorni dopo, ci fu una festa nuziale in Cana di Galilea”

Nuova Riveduta (2020): “Tre giorni dopo, ci fu una festa nuziale in Cana di Galilea”

CEI: “Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea”

Il testo greco originale è il seguente:

Καὶ τῇ ἡμέρᾳ τῇ τρίτῃγάμος ἐγένετο ἐν Κανὰ τῆς Γαλιλαίας

Traducendo letteralmente il brano legge: “E nel terzo giorno vi fu un matrimonio a Cana di Galilea“.

Posso capire la traduzione di Diodati, che risale ad un periodo in cui la conoscenza del mondo giudeo-cristiano del primo secolo era molto più limitata. Ma, oggi, alla luce della comprensione di quanto ebraici siano i vangeli nonostante non si neghi la loro composizione in un originale greco.

Faccio una breve premessa e poi propongo una possibile versione che ritengo più coerente con il sostrato ebraico di Giovanni.

La domenica è il primo giorno della settimana, nel calendario ebraico, così come nei paesi anglo-sassoni.

Nome in italiano Nome ebraico Traduzione letterale
Domenica  יום ראשון Primo
Lunedì  יום שני Secondo
Martedì  יום שלישי Terzo
Mercoledì  יום רביעי Quarto
Giovedì  יום חמישי Quinto
Venerdì  יום שישי Sesto
Sabato  יום שבת Sabato

Qui di seguito un video dove vengono spiegati i giorni della settimana in lingua ebraica

Ciò accade anche in greco moderno, che vediamo in qualche modo collegato all’uso ebraico. Infatti i giorni della settimana vengono indicati come segue. (“Giorno” in greco è al femminile e quindi i numeri sono anche loro al femminile.)

 italiano greco Traduzione letterale
Domenica Κυριακή del Signore
Lunedì Δευτέρα Seconda
Martedì Τρίτη Terza
Mercoledì Τετάρτη Quarta
Giovedì Πέμπτη Quinta
Venerdì Παρασκευή Sesta
Sabato Σάββατο Sabato

Cerchiamo adesso di capire quindi cosa dice esattamente qualche brano del Nuovo Testamento alla luce di queste considerazioni.

“Or Gesù, essendo risuscitato la mattina del primo giorno della settimana, apparve prima a Maria Maddalena, dalla quale aveva scacciato sette demoni”. (Marco 16:9)

Il brano di Marco risente dell’influenza semitica dell’ambiente nel quale è stato composto e parla di “primo giorno della settimana” come il giorno della resurrezione. Alla luce di quanto abbiamo detto potremmo tradurre questo passo meno letteralmente, in maniera più comprensibile per il lettore di lingua italiana: “Or Gesù, essendo risuscitato di domenica mattina, apparve prima a Maria Maddalena…”

Nuova Riveduta (2020): “Il primo giorno della settimana, la mattina molto presto.” (Luca 24:1).

Potremmo quindi anche tradurre: “Di domenica mattina, molto presto…”

Nuova Riveduta (2020) “Il primo giorno della settimana, la mattina presto” (Giovanni 20:1)

Altra possibile traduzione: “di Domenica mattina, presto”

 

Il primo giorno della settimana, mentre eravamo riuniti per spezzare il pane, Paolo, dovendo partire il giorno seguente, parlava ai discepoli, e prolungò il discorso fino a mezzanotte.” (Atti 20:7)

Anche questo brano potremmo tradurlo meno letteralmente.

“Di domenica, mentre eravamo riuniti per spezzare il pane…”

Si tratta di un primo importante riferimento all’uso delle chiese cristiane di riunirsi la domenica, il giorno della resurrezione del Signore Gesù.

Nell’Apocalisse di Giovanni, che possiamo immaginare composta qualche tempo dopo rispetto ai vangeli, troviamo il “primo giorno” chiamato “giorno del Signore”, Κυριακή.

Traduce così la Diodati Apocalisse 1:10:

“Io era in ispirito nel giorno della Domenica… (ἐν τῇ κυριακῇ ἡμέρᾳ)”.

 

Meno impegnativo, ma bello da segnalare, il caso di Giovanni 2:1.

Le traduzioni qui rendono il brano con “tre giorni dopo”, o qualcosa di simile. Ma non mi sento di essere del tutto d’accordo. Non vedo la parola “dopo” nel testo greco e se tradotto letteralmente esso dice “nel terzo giorno”.

Sembra un po’ innaturale che appena tre giorni dopo aver chiamato i suoi primi discepoli questi siano addirittura invitati con Gesù e la sua famiglia a delle nozze: “E Gesù pure fu invitato con i suoi discepoli alle nozze” (Giovanni 2:2)

Quindi, alla luce di quanto abbiamo detto finora, ciò potrebbe voler dire “di martedì”.

Sul sito ebraico https://www.myjewishlearning.com/ leggiamo.

“For much of Jewish history, the third day of the week (Tuesday) was considered an especially auspicious day for a wedding. This was so because, concerning the account of the third day of creation, the phrase “… and God saw that it was good” (Genesis 1:10,12) appears twice. Therefore, Tuesday is a doubly good day for a wedding.”

Tradotto in italiano: “per la maggior parte della storia ebraica, il terzo giorno della settimana (Martedì) era considerato di particolare auspicio per un matrimonio. Era dovuto al fatto che nel racconto del terzo giorno della creazione, la frase “…. e Dio vide che ciò era buono” (Genesi 1:10,12) compare due volte. Quindi, il Martedì è un giorno doppiamente buono per un matrimonio”.

https://www.myjewishlearning.com/article/time-place-for-a-jewish-wedding/

Ciò mi convince ulteriormente che Giovanni 2:1 debba leggersi nel seguente modo:

E di Martedì vi fu un matrimonio a Cana…

Le sfumature delle lingue originali della Bibbia sono davvero interessanti e l’intrecciarsi di ebraico e greco, ci fa comprendere come la Parola di Dio sia anche un meraviglioso fenomeno letterario, unico nel suo genere.

 

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