di Giuseppe Guarino
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Estratto dal libro “Il discorso profetico sul Monte degli Ulivi”.
Perché ci sono così tante profezie nella Bibbia? Qual è il loro scopo?
Ritengo opportuno rimandare alle stesse parole di Gesù per esprimere adeguatamente tale concetto, in particolare a quelle rivolte ai discepoli nella solenne notte che precedette il suo arresto e la sua crocifissione.
“Ve lo dico ora, prima che accada, affinché, quando sarà avvenuto, crediate che io sono” (Giovanni 13:19)
Dio ci dice ogni cosa in anticipo, affinché il nostro cuore non sia turbato, ma cresca nella fiducia che Lui è Dio, che ha il controllo. Tutto ciò che accade ha un significato e la vittoria finale è nostra, in Cristo Gesù. Troviamo pace e sicurezza nella parola profetica che non è lì per renderci profeti o per permetterci di profetizzare, ma per darci forza e certezza nella Parola di Dio.
“Viviamo in tempi profetici?”
Questa domanda mi è stata posta durante una riunione in chiesa. Naturalmente la domanda faceva riferimento alle profezie della fine dei tempi. Ma, sebbene ogni generazione voglia credere di essere speciale, tutte le generazioni, passate, presenti e future, hanno vissuto, vivono e vivranno giorni profetici. Dobbiamo ricordare ciò che Dio disse ad Amos.
“Poiché il Signore, DIO, non fa nulla senza rivelare il suo segreto ai suoi servi, i profeti” (Amos 3:7)
Adamo ricevette una parola profetica da Dio stesso. Per prima cosa disse loro da cosa avrebbero dovuto stare lontani, per il loro bene.
“E il SIGNORE Dio comandò l’uomo, dicendo: Mangia pure liberamente di ogni albero del giardino; ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare” (Genesi 2:16-17)
Poi diede loro la parola profetica come avvertimento e spiegazione del motivo per cui aveva dato il Suo comandamento.
«Perché nel giorno che tu ne mangerai, per certo morirai » (Genesi 2:17)
Nemmeno Caino rimase senza una parola profetica e, non essendoci allora alcun profeta, Dio stesso gli parlò.
“E il Signore disse a Caino: Perché sei irritato? E perché è abbattuto il tuo volto? Se fai bene, non sarai tu accettato? Ma se fai male, il peccato è spiato alla porta. E verso di te saranno i suoi desideri, e tu lo dominerai” (Genesi 4:6-7)
Lo stesso accadde ai tempi di Abramo.
“E il Signore disse: Dovrò io nascondere ad Abramo quello che sto per fare, mentre Abramo dovrà diventare una nazione grande e potente e in lui saranno benedette tutte le nazioni della terra? ” (Genesi 18:17-18)
Anche nel libro dell’Apocalisse si afferma apertamente che Dio ci rivela cosa accadrà durante l’era della Chiesa e nei giorni che precederanno il ritorno del Signore Gesù Cristo.
“Rivelazione di Gesù Cristo, che Dio gli diede per mostrare ai suoi servi le cose che devono accadere tra breve” (Apocalisse 1:1)
E poi abbiamo le bellissime parole del Signore, rivolteci con tenerezza, che mostrano il Suo immenso amore e la Sua misericordia per noi.
“Nessuno ha amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate tutto ciò che vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi”. (Giovanni 15:13-15)
L’incarnazione del Signore fu predetta in molti passi dell’Antico Testamento. Centinaia di meravigliose e accurate profezie si avverarono quando Gesù di Nazareth diede prova di essere il Messia promesso.
Solo per ricordarne alcuni.
Il villaggio in cui sarebbe nato, Betlemme, lo stesso luogo di nascita di Davide, era stato predetto da Michea.
«E tu, Betlemme di Efrata, piccola per essere tra le migliaia di Giuda, da te mi uscirà colui che sarà il dominatore in Israele» (Michea 5:2).
Quando il re Erode chiese agli scribi e ai sommi sacerdoti dove sarebbe nato il Messia, essi risposero citando questo passo dell’Antico Testamento.
Come potevano i Magi d’Oriente sapere quando sarebbe nato il re d’Israele, se non perché conoscevano la profezia delle 70 settimane di Daniele, Daniele 9:24-27, dove gli anni sono contati “fino al Messia, il Principe, ci saranno sette settimane e sessantadue settimane”: 483 anni, dall’ “emanazione dell’ordine di restaurare e ricostruire Gerusalemme”, avvenuta nel 445 a.C.
Anche la Pasqua è profetica e non semplicemente storica.
“La Pasqua, un sacrificio; la Pasqua, una festa; la Pasqua, un memoriale; tutto divenne la Pasqua, una profezia. “Cristo, la nostra Pasqua, è stato immolato per noi” (1 Corinzi 5:7). […] Per noi, il memoriale della liberazione è celebrato alla Sua tavola. […] Attendiamo con ansia, per la Sua grazia, il tempo in cui tutti mangeremo con Lui nel Suo regno. Il passato, il presente e il futuro sono riempiti dal nostro Agnello pasquale”. Daniel Fuchs, Israel’s Holy Days, p.20.
Al suo ritorno, infatti, si compiranno le sue parole profetiche,
«Ma io vi dico che da ora in poi non berrò più di questo frutto della vite, fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio». (Matteo 26:29)
Nel suo discorso profetico sul Monte degli Ulivi, Gesù stesso predice la distruzione del Secondo Tempio, che sarebbe avvenuta pochi anni dopo la Sua morte.
37Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! 38Ecco, la vostra casa vi è lasciata deserta. 39Poiché io vi dico: non mi vedrete più, finché non direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore! 1 Mentre Gesù usciva dal tempio e se ne andava, i suoi discepoli gli si avvicinarono per fargli osservare gli edifici del tempio. 2Gesù disse loro: «Non vedete tutte queste cose? In verità vi dico: non sarà lasciata qui pietra su pietra che non venga diroccata». (Matteo 23:37-24:2)
La distruzione del tempio, avvenuta nel 70 d.C. da parte dell’esercito romano guidato dal futuro imperatore Tito, adempieva la profezia fatta a Daniele.
Daniele 9:26
“E dopo sessantadue settimane
il Messia sarà soppresso,
ma non per sé stesso;
e il popolo di un principe che verrà
distruggerà la città e il santuario;
e la sua fine sarà con un’inondazione, e fino alla fine della guerra sono decretate desolazioni”.
Ho visto un video stupendo di un ebreo convertitosi a Cristo dopo aver letto Isaia 53 e questo brano di Daniele, resosi conto che o Gesù di Nazareth è il Messia o nessuno potrà esserlo!
In quella tragica circostanza che fu la distruzione di Gerusalemme del 70 d.C. accadde comunque qualcosa di meraviglioso. Viene raramente menzionato ed è narrato nella Storia Ecclesiastica scritta da Eusebio Panfilo nel IV secolo. “L’intero corpo, tuttavia, della chiesa di Gerusalemme, essendo stato avvertito da una rivelazione divina, data a uomini di pietà approvata lì prima della guerra, si allontanò dalla città e si stabilì in una certa città al di là del Giordano, chiamata Pella”, Eusebio, Storia ecclesiastica. È così che la Chiesa primitiva fu risparmiata dalla furia selvaggia dell’esercito romano contro la Città Santa.
Gesù profetizza anche sugli ultimi giorni e sull’ascesa di forze maligne che porteranno infine all’apparizione dell’Anticristo. Fa riferimento al profeta Daniele e conferma che il Figlio dell’Uomo (Daniele 7) apparirà presto, radunerà il Suo popolo e stabilirà il Suo regno. Viene menzionato il raduno di Israele nella sua terra, nonché il rapimento della Chiesa. L’avvertimento finale che ci dà il Signore è inequivocabile: vegliate! Tenete le vostre lampade piene d’olio. Usate i talenti che Dio vi ha donato. Siate pronti per il Re che torna.
Questo è il senso della profezia!
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