di Giuseppe Guarino
Qui di seguito una breve discussione introduttiva che proverà a darti sufficienti motivi per innamorarti del greco biblico e decidere di iniziare a studiarlo.
Al termine di questa introduzione spero che:
- amerai il greco biblico,
- conoscerai a memoria Giovanni 1:1 .
Questo è Giovanni 1:1 in greco, con il testo poi trasposto (traslitterato) nel nostro alfabeto e l’audio della pronuncia. Ascoltalo più volte e ripetilo finché lo impari a memoria.
᾿Εν ἀρχῇ ἦν ὁ Λόγος, καὶ ὁ Λόγος ἦν πρὸς τὸν Θεόν, καὶ Θεὸς ἦν ὁ Λόγος.
En archè en ho Logos, kai ho Logos en pros ton Theon, kai Theos en ho logos.
1. COME È ENTRATA IN CONTATTO LA NAZIONE D’ISRAELE CON LA CULTURA E LA LINGUA GRECA?
Nel 333 a.C. Alessandro Magno divenne re di Macedonia. Riuscì a realizzare il sogno del padre e a unire le città indipendenti della Grecia contro il loro nemico comune, l’impero persiano. In meno di dieci anni conquistò l’intero mondo conosciuto.

Morì a 33 anni a Babilonia. L’ellenismo è l’influenza della cultura e della lingua greca che seguì la sua conquista. Il greco, come l’inglese oggi, divenne parlato ovunque e utilizzato per il commercio e gli scambi.

Intorno al 250 a.C., ad Alessandria d’Egitto, la Torah, i libri di Mosè, furono tradotti per la prima volta in greco. Nacque così la famosa Settanta . Fu commissionata dal re d’Egitto, il faraone Tolomeo Filadelfo, per arricchire la celebre biblioteca di Alessandria, che possedeva un numero incredibile di libri e promuoveva la conoscenza e la filosofia nel senso più ampio del termine. Lo storico ebreo Giuseppe Flavio (37-100 d.C.) racconta questa storia in dettaglio nelle sue opere.
Qualche anno prima, il filosofo ebreo Filone di Alessandria (20 a.C. – 50 d.C.) scrisse ampiamente in stile apologetico e filosofico a favore della religione ebraica.
Entrambi entrambi scrivevano in greco koinè, la stessa lingua utilizzata per tradurre la Torah prima e poi tutto l’Antico Testamento.

Qui sopra P 75 un papiro del Nuovo Testamento datato circa 200 d.C. La pagina che vedete qui riporta la fine del Vangelo di Luca e l’inizio di quello di Giovanni.
2. PERCHÉ È STATO SCELTO IL GRECO COME LINGUA DEL NUOVO TESTAMENTO?
Sebbene i Romani avessero preso il posto dei greci come potenza mondiale, quando nacque il Cristianesimo, il greco era ancora la lingua parlata ovunque. Era naturale e ovvio che gli apostoli e la Chiesa primitiva usassero questa lingua per la composizione del Nuovo Testamento.
Era quindi naturale che Paolo e Luca scrivessero in greco per i convertiti non ebrei di Roma, Corinto, Tessalonica, ecc. Alcuni sostengono che esistesse un originale ebraico per Matteo e Marco. I Vangeli devono essersi basati su testimonianze ebraiche, sia scritte che orali, ma ci sono pochi o nessun dubbio che i vangeli siano stati originariamente scritti in greco. Lo stesso vale per Giovanni, come risulta evidente dallo stile della lingua di questo Vangelo, che probabilmente fu scritto a Efeso. Non sono stati sollevati dubbi convincenti a favore di possibili originali ebraici (perduti) di altri libri del Nuovo Testamento.

Il greco utilizzato per il Nuovo Testamento era il greco biblico, la variante del greco koinè utilizzata nella versione greca dell’Antico Testamento cosiddetta Septuaginta, LXX.
Alcune rapide prove che il Nuovo Testamento fu scritto in greco:
- Giovanni 1:41, La prima cosa che fece Andrea fu cercare suo fratello Simone e dirgli: « Abbiamo trovato il Messia, che significa il Cristo ». Nessun traduttore si sarebbe preso la libertà di conservare la parola ebraica e poi tradurla in greco in questo modo.
- Amen. lo troviamo costantemente nel Nuovo Testamento, ma è ebraico. E lo stesso vale per molte parole e frasi in tutto il Nuovo Testamento: non è così che opera un traduttore. Alleluia, Abba, Maranatha, ecc.
3. PERCHÉ STUDIARE IL GRECO?
- Non è mai stato così facile come oggi. Puoi usare app, video, il mio corso, per acquisire un livello accademico o delle semplici conoscenze di base, seduto tranquillamente nel tuo salotto.
- Una conoscenza di base dell’alfabeto ti permetterà oggi di trarre vantaggio da app e software che ti forniscono in pochi minuti informazioni che in passato richiedevano ore per essere raccolte. Biblehub.com è un sito web fantastico, ed è anche un’app.
- Avendo accesso al greco, potrai apprezzare dettagli che una traduzione non può rendere completamente. (Molte delle differenze tra una traduzione e l’altra sono dovute a questo).
4. ALCUNI ESEMPI PRATICI
Qui vi do un paio di esempi pratici che ci mostrano perché vale la pena approfondire un po’ la lingua originale del Nuovo Testamento.
α . Giovanni 3:3 , il greco ἄνωθεν ( anothen), può significare sia “di nuovo” che “dall’alto”. Leggendo il greco si ottengono entrambi i significati, perché uno non esclude l’altro: rinasciamo perché nasciamo dall’alto. Le traduzioni non possono proporre entrambi i vocaboli e di solito traducono nell’uno o nell’altro modo ed entrambi sono corretti.
β . Giovanni 6:40, “Perché questa è la volontà del Padre mio: che chiunque guarda il Figlio e crede in lui abbia vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno”. La traduzione è sostanzialmente corretta. Ma il termine greco originale qui tradotto con “guardare” è “θεωρέω” (theoreo). Solo per darvi un’idea veloce, posso dire che da qui deriva la parola “teatro”. E sappiamo che a teatro, quando ci si siede e si guarda – e si ascolta anche – lo si fa in un modo speciale, prestando attenzione per capire esattamente cosa sta succedendo sul palco. Questo è ciò che il verbo greco qui implica e non abbiamo verbi in italiano per renderlo completamente. Alcune versioni usano il verbo “contemplare”. E’ una buona soluzione, ma non rende il testo originale nemmeno questo. In greco vi sono altri verbi che trasmettono l’idea del verbo “vedere” (vedere), ovvero βλέπω (blepo) e ὁράω (orao). Nel sito biblehub.com leggiamo: “θεωρέω descrive un’osservazione concentrata e attenta. È più di un semplice sguardo (βλέπω) e più deliberata di una semplice visione (ὁράω). Trasmette l’idea di osservare con attenzione, indagare e trarre conclusioni […]. Nelle Scritture, spesso segna il confine cruciale tra coloro che si limitano a osservare un evento e coloro che ne comprendono il significato”. Fonte: Bible hub, su Giovanni 6:40.
γ . Giovanni 1:1-2 . Nel prologo di Giovanni apprendiamo che la Parola (logos in greco) era – in greco è “ἦν” (en), imperfetto indicativo attivo del verbo “εἰμί” (eimi), “essere”. Giovanni usa questo verbo specifico per esprimere l’eternità del Logos, perché implica che “In Principio il logos esisteva già”. Lo ripete nel versetto 2, perché vuole chiarire che la Parola, il logos, era anche in riferimento a ciò che dice nel versetto 3: “Tutte le cose sono state fatte per mezzo di lui (del logos, in greco al maschile). I traduttori qui fanno del loro meglio per tradurre un testo greco che è praticamente impossibile da tradurre. È: “πάντα δι᾿ αὐτοῦ ἐγένετο” (panta di autu egheneto), “per mezzo di lui tutte le cose sono state fatte”. ἐγένετο (egheneto) è l’aoristo indicativo medio del verbo greco γίνομαι (ghinomai), che è un modo di dire “essere”, ma nel senso di “venire all’essere”, in breve implica un “cambiamento di condizione”. Quindi, il logos era in senso assoluto, aveva vita in sé, ma il mondo è venuto all’essere attraverso la Creazione, in cui egli ha avuto un ruolo principale.
Sono un genio? No. Oggi è così facile. Avrei potuto usare un vocabolario, dare un’occhiata alle mie grammatiche o ai miei commentari, ma oggi non è più così. Tutto ciò che serve è una conoscenza di base del greco e un buon software o app per la Bibbia. Vedi Bible Hub, ad esempio.
Ora che abbiamo imparato a conoscere questi due verbi, diamo un’occhiata a Giovanni 8:58: si parla di Gesù come dell'”IO SONO” (ἐγὼ εἰμί, ego eimi) e di Abramo come di colui che è invece nato, letteramente nel testo “venuto ad essere” (γίνομαι, ghinomai). Potremmo osare tradurre il brano come “prima che Abramo fosse (avesse un inizio), Io sono (non ho mai avuto un inizio)”.
δ . Apocalisse 1:8 . La parola greca παντοκράτωρ (pantokrator), è stata coniata dalla versione greca dell’Antico Testamento per rendere l’ebraico Sabaoth , ed è solitamente tradotta “Onnipotente”. Una parola che universalizza l’originale ebraico. La frase che la precede in Apocalisse 1:8 è: “il Signore Dio, ‘che è, che era e che viene'”, che è una traduzione in greco del senso del nome ebraico di Dio YHWH, Yehowah, dove le tre vocali utilizzate per la lettura di Yahowah sono legate alla definizione temporale di presente, passato e futuro nella lingua ebraica – me l’ha insegnato Asher Intrater nel suo libro “Chi ha pranzato con Abraamo?” Quindi in Apocalisse 1:8 Giovanni ci dà una traduzione greca della frase originale ebraica solitamente tradotta in italiano come “Il Signore degli eserciti”.
ε . Paolo usa un termine praticamente impossibile da tradurre, ἐπίγνωσις (epignosis). Lo troviamo in Colossesi 1:9 e in altri passi del Nuovo Testamento. Di solito viene tradotto come “conoscenza”, ma ha un significato più profondo di “gnosis”. Biblehub lo definisce così: “ἐπίγνωσις (epignosis) denota una conoscenza esperienziale, relazionale e trasformante. È più che un’acquisizione di dati; abbraccia il riconoscimento, la presa di coscienza e l’appropriazione personale della verità rivelata da Dio. Nel Nuovo Testamento è sempre ancorato all’iniziativa divina e porta sempre con sé conseguenze morali e spirituali”.
Mi fermo qui. Spero che decidiate di dedicare maggiore attenzione al greco biblico nel vostro impegno di studio della Bibbia.
Intanto, per il greco in generale vi consiglio un libro bellissimo, La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco di Andrea Marcolongo, editori laterza. Un piccolo gioiellino.

Di seguito i due libri che ho scritto per aiutare lo studio del greco del Nuovo Testamento. Il primo è molto semplice, il secondo è più impegnativo, quasi a livello accademico – non sono neanche io a livello accademico.
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Poi ho scritto diversi libri che aiutano la comprensione dell’originale.
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