Prima e dopo Cristo… anche nelle finanze: una testimonianza

Nel mio libro sulla Decima ho riportato una bella testimonianza che credo sia molto bella ed edificante. Vorrei riportarla.

 

Mi chiamo Mario e desidero raccontare il “prima” e il “dopo” Cristo nella mia vita.

Mi sono avvicinato alla fede oltre un decennio fa, in uno dei momenti più difficili della mia esistenza. Il problema che mi opprimeva era di natura finanziaria. Tuttavia, non fu il denaro in sé a spingermi verso Gesù, quanto piuttosto i pensieri oscuri che quella situazione stava generando in me, al punto da condurmi a considerare il suicidio.

Avevo accumulato oltre centomila euro di debiti a causa di gravi errori nella mia attività commerciale: acquisti sbagliati, decisioni prese senza la giusta lucidità. Quel peso mi stava schiacciando.

Fu allora, in seguito anche a provvidenziali circostanze, che arresi il mio cuore a Cristo.

Da quel momento, tutto cambiò.

I problemi non scomparvero immediata-mente, ma nacque in me una nuova prospettiva di vita, una speranza reale e concreta.

In quel periodo fui profondamente toccato dal principio biblico del dare, in particolare dalla decima. Non decisi di praticarla per ottenere qualcosa in cambio, ma perché desideravo ordinare la mia vita spirituale in ogni suo aspetto, anche in quello economico.

Due versi della Scrittura mi colpirono in particolare.

“Onora il Signore con i tuoi beni e con le primizie di ogni tua rendita” (Proverbi 3:9).

“Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte” (Matteo 6:33).

Scoprii che mettere ordine nel mio rapporto con Dio, anche nel dare, portò progressiva-mente ordine anche nella mia vita quotidiana, a trecentosessanta gradi – incluse le mie finanze.

Col tempo riuscii, con sacrificio e impegno, a liberarmi anche dai debiti. Ringrazio Dio per questo e riconosco che è stato Lui a fare la differenza, a darmi la forza – e anche i mezzi – per compiere questo miracolo.

Ricordo in particolare un evento che ha lasciato un segno indelebile nella mia vita e nel quale ho visto chiaramente la mano potente di Dio: uno dei miei creditori venne da me e, con mia totale sorpresa, mi disse che non voleva più i soldi che gli dovevo.

Per oltre due anni vissi in forti difficoltà economiche. Nonostante ciò, desideravo che la mia vita fosse conforme alla Parola di Dio. Anche nel poco che riuscivo a guadagnare, sentivo il bisogno di onorare il Signore con ogni primizia.

Non sono perfetto, ma molte cose nella mia vita hanno trovato un nuovo ordine. Oggi non vivo più con l’angoscia di come arrivare a fine mese. Il Signore è stato buono. Potrei testimoniare molte altre opere che Dio ha compiuto nella mia vita, veri e propri miracoli che mi hanno dato certezza della Sua presenza. Qui mi limito all’ambito finanziario per non divagare, ma posso affermare con convinzione che Dio è fedele e buono, e opera nella vita di ciascuno secondo il proprio bisogno personale.

Ricordo un altro episodio significativo.

In occasione di una riunione speciale, sentii chiaramente che il Signore mi spingeva a dare un’offerta. Scelsi di essere obbediente e feci quel passo di fede, non perché mi aspettassi qualcosa in cambio, ma perché desideravo allineare la mia vita alla volontà di Dio. Il giorno dopo, un fratello mi telefonò dicendo che il Signore gli aveva indicato proprio me perché doveva regalare un’auto. In quel periodo non possedevo un’auto, guidavo soltanto un ciclomotore: era stato lo Spirito del Signore a guidarlo e scegliere me per quel gesto meraviglioso e ciò confermava la mia fede e mi incoraggiava a continuare nelle sue vie!

Io posso dire che in ogni area della mia vita, nell’obbedienza e nel desiderio di servirlo, ho sperimentato la presenza e la potenza del Signore. Ma visto che Giuseppe ha chiesto la mia testimonianza legata alle vicissitudini finanziarie che ho attraversato, posso senz’altro dire che la Parola di Dio si è rivelata nella mia vita proprio come dice quel brano del profeta Malachia:

“Portate tutte le decime alla casa del tesoro, perché ci sia del cibo nella mia casa, e mettetemi alla prova in questo”, dice l’Eterno degli eserciti; “vedrete se io non vi apro le cateratte del cielo e non riverso su di voi tanta benedizione che non vi sia più dove riporla” (Malachia 3:10).

 

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