di Giuseppe Guarino
Pocket Academia è una collana che si ripropone di presentare al lettore in maniera maneggevole dei testi che approfondiscono alcuni aspetti storico-letterari del cristianesimo.
| # 1 |
L’apocrifo Vangelo di Giuda è sopravvissuto in una versione copta risalente al quarto secolo, ma è stato scritto certamente in greco verso la metà del II secolo d.C. Dopo secoli di oblio è stato ritrovato in Egitto, negli anni Settanta, ma solo trent’anni più tardi il suo testo è stato tradotto e diffuso. Si tratta di uno dei tanti vangeli gnostici che circolavano nel periodo al quale viene ascritta la composizione. Ireneo, vescovo di Lione, lo conosceva e menziona nei suoi scritti. Il valore storico di quest’opera è oggettivo, sebbene si tratti di un clamoroso falso mai veramente preso sul serio dalla Chiesa nascente. |
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| # 2 |
Filippesi 3:20,
“Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore”.
L’idea dietro una parola così importante come la “cittadinanza” era ben nota ai cristiani che abitavano la città di Filippi, ai quali Paolo indirizza per primi la sua epistola. Ciò ne spiega l’uso da parte dell’apostolo.
Come spesso accadeva con la cittadinanza romana, anche quella del cielo non la si acquisisce per diritto di nascita, ma grazie all’opera di redenzione di Cristo Gesù.
Essere cittadini, è ovvio, prevede privilegi e obblighi. Questo studio ne esamina i principali. |
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